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Capitolo 9: Drago del vento

  Il mattino seguente, i primi raggi del sole filtravano timidi dalle tende, accarezzando il viso di Tatsuya. Aprì gli occhi di scatto: le prove! Le due sfide rimaste lo aspettavano. Scese dal letto in un balzo e, senza pensarci troppo, aprì la porta della stanza e si avventurò nel corridoio. ...Peccato che non avesse la minima idea di dove andare.

  Dopo alcuni minuti trascorsi a vagare tra corridoi identici e statue minacciose, si ritrovò davanti a un grosso arazzo che non ricordava affatto. Stava per fare dietrofront, quando una voce familiare lo raggiunse alle spalle.

  "Tatsuya? Che stai combinando?"

  Il bambino trasalì, le spalle si irrigidirono e si voltò lentamente, con l'espressione di chi è stato colto in flagrante.

  "I-Io... stavo cercando il re! Voglio affrontare le prove rimanenti!" balbettò, cercando di sembrare sicuro.

  Celis sospirò e si avvicinò, posandogli una mano sulla spalla con delicatezza. "Dovevi restare nella tua stanza. Il castello è grande... e tu non lo conosci ancora."

  Lui si grattò la nuca, imbarazzato. "Sì... hai ragione. La prossima volta aspetterò..."

  Lei annuì, poi aggiunse con voce più bassa: "Il re oggi non verrà. Si è ammalato durante la notte."

  "Eh? Sul serio?!" sbarrò gli occhi, poi sorrise per un attimo.

  "Allora niente prove!" esultò, per poi fermarsi subito dopo e scuotere la testa con serietà.

  "...Ma mi dispiace per il re."

  Celis scoppiò a ridere. "Le prove ci saranno comunque, sciocchino. Solo che oggi il re non ci accompagnerà."

  Fece qualche passo, poi si voltò indietro con un cenno allegro. "Su, vieni! Ti mostro io la strada."

  Uscirono ancora una volta dal castello, ma questa volta la scena che li accolse era ben diversa dal solito.

  Ad attenderli c'erano almeno venti cavalieri in armatura lucente, disposti in fila come statue viventi. L'aria era tesa ma solenne.

  Tatsuya sbarrò gli occhi, incantato dalla vista. "Wow... sono tutti per noi?" sussurrò, guardandosi attorno con meraviglia.

  Takeda, in sella a un maestoso cavallo dal manto nero, si fece avanti con autorità. "Bene. Vedo che siete pronti. Salite a cavallo e non perdiamo tempo."

  Tatsuya annuì lentamente, ma rimase immobile, rapito da quella sensazione di sicurezza.

  Nonostante tutto, con tutti quei cavalieri attorno... si sentiva protetto.

  Celis lo afferrò per la mano e lo tirò con decisione. "Dai, muoviti! Non possiamo far aspettare tutti!"

  "Ah, scusa!" rispose lui, seguendola con passo veloce.

  Takeda li aiutò a salire entrambi su un cavallo. Appena si sistemarono in sella, Celis lanciò a Tatsuya uno sguardo pieno di malizia.

  "Questa volta, preparati a partire sul serio."

  Tatsuya strinse le redini e sbuffò. "Tranquilla! Non sono mica un pappamolle!"

  Celis rise di gusto. E proprio in quell'istante, il cavallo cominciò a muoversi.

  "Uwahhh!"

  Tatsuya tremò visibilmente, aggrappandosi alla sella con gli occhi sbarrati.

  "Ahahah! Sei sempre lo stesso!" Celis lo abbracciò da dietro, ridendo senza trattenersi.

  Il piccolo eroe era di nuovo in marcia. E questa volta, le vere prove lo aspettavano.

  Dopo un lungo viaggio a cavallo, il gruppo si fermò su una vasta distesa verde. L'erba era così brillante da sembrare seta al sole, e davanti a loro si apriva un bosco fitto... ma stranamente luminoso.

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  I raggi del sole filtravano tra i rami degli alberi alti e slanciati, creando giochi di luce che rendevano impossibile sentirsi in pericolo.

  Tatsuya scese dal cavallo con un salto, allungando le braccia. "Ohh... che bel posto!" disse, girandosi in tondo.

  "Ma... dov'è questa benedetta seconda prova?" aggiunse, gonfio di sicurezza.

  Celis si avvicinò camminando tranquilla e, con un sorriso malizioso, disse: "Non essere così sicuro di te. Ti ricordi com'è andata ieri?" E scoppiò a ridere.

  Tatsuya incrociò le braccia e fece il broncio. "Non me lo dovevi ricordare! Che brutto colpo basso!"

  Proprio in quel momento, Takeda smontò dal cavallo e si fece avanti. "Bene, non perdiamo altro tempo. Il re non sta bene e io devo tornare da lui al più presto. La seconda prova si terrà proprio in quel bosco. Ci andrete tu e Celis. Solo voi due."

  "Eh?! Anche io?!" sbottò Celis, sorpresa. "Perché devo entrare anche io?!"

  Takeda sorrise appena, si voltò e sollevò il pollice con sicurezza. "Perché ci fidiamo di te."

  Poi, senza aggiungere altro, salì di nuovo a cavallo e partì al galoppo, lasciando una piccola nube di polvere dietro di sé.

  Tatsuya, che aveva assistito a tutta la scena, scoppiò a ridere. "Ora posso ridere anche io di te!"

  Celis lo guardò di traverso e incrociò le braccia. "Non credo proprio. Io sono molto più forte di te!"

  "Ah sì? Non credo proprio!" ribatté Tatsuya con un sorriso fiero, e partì di corsa verso il bosco.

  "Aspetta!" esclamò Celis, allungando una mano verso di lui, poi corse per raggiungerlo.

  In pochi secondi, i due si ritrovarono fianco a fianco, tra alberi dai tronchi chiari e foglie verdi che filtravano dolcemente la luce.

  Tatsuya osservava attentamente ogni lato del sentiero. "Questo bosco non fa affatto paura. è così luminoso... superare questa prova sarà facilissimo!"

  Celis si guardò attorno, dondolando la testa. "In effetti... nemmeno io so quale sia la prova. Ma un posto così non riesce proprio a spaventarmi."

  I due proseguirono a passo tranquillo, ignari di ciò che li aspettava davvero in quella foresta...così splendente eppure così misteriosa.

  Camminavano tra gli alberi, e Tatsuya era sempre più convinto che la prova fosse una passeggiata. "Te l'ho detto, Celis. Questo bosco è fin troppo tranquillo. Forse la vera sfida è... non addormentarsi!" disse con una risatina compiaciuta.

  Ma proprio in quel momento, qualcosa interruppe la sua sicurezza.

  THOOM... THOOM... THOOM...

  Dei passi pesanti, profondi, lontani ma sempre più vicini, fecero vibrare il terreno sotto i piedi.

  Tatsuya si fermò di colpo e indietreggiò. "Aspetta! Aspetta! Ma che... che sono questi passi?!"

  Celis si voltò lentamente a destra e sinistra, con gli occhi in allerta. "Non lo so..."

  Poi, improvvisamente, la luce del bosco cominciò a spegnersi. Come se il sole avesse deciso di sparire solo lì.

  Le ombre si allungarono, il cielo scomparve tra le fronde, e il bosco divenne...notte. "Questo... questo buio non è normale!" gridò Tatsuya, lasciandosi cadere a terra con un tonfo.

  Celis, che si trovava alle sue spalle, rise piano. "Ed ecco che stai iniziando ad avere paura."

  "Non sto mica avendo paura!" protestò Tatsuya, rialzandosi di scatto e cercando di sembrare dignitoso. Ma la voce tremava.

  Poi, un rombo assordante li fece sobbalzare entrambi.

  CRAAACK!

  Alcuni alberi in lontananza si piegarono su se stessi e caddero come fuscelli.

  Tatsuya spalancò gli occhi e iniziò a tremare. Si rannicchiò contro un albero. "C-c-c-c-cos'è?! Perché cadono gli alberi?! Celis?! Cos'è quella cosa?!"

  La voce gli usciva spezzata, il panico gli schiacciava il petto.

  Celis arretrò leggermente, con un'espressione seria. "Per questo servivano i cavalieri... Quello... quello è un drago di terra!"

  "Un drago... di cosa?!" Tatsuya sembrava sprofondare nell'incubo.

  "Un drago di terra. Ce ne sono di diversi tipi. Alcuni sputano fuoco, altri acqua, altri... vento."

  Tatsuya barcollava. "Aspetta... aspetta... che?!"

  Celis, mantenendo la calma, spiegò: "I draghi di fuoco lanciano fiamme dalla bocca per distruggere tutto. Hanno artigli rosso fuoco e un grande corno sulla fronte. Le loro squame bruciano al solo contatto."

  "..."

  "Quelli di acqua usano getti potentissimi che spezzano pietre e alberi. Hanno artigli blu, un corno da cui esce acqua ad alta pressione, e possono combattere anche sott'acqua."

  "..."

  "Ma il più potente è il drago di vento. Enorme, con un corpo che può spazzare via intere foreste. Soffia un vento gelido e tagliente dalla bocca, ha una testa corazzata per sfondare tutto e artigli affilati come lame."

  Tatsuya non riusciva più a muoversi. Il respiro corto. La fronte bagnata di sudore. Le mani tremavano. Il cuore...sembrava pronto a esplodere.

  "E quello che abbiamo davanti..." disse Celis con voce tesa, indicando la direzione del rumore,"è molto probabilmente un drago di vento."

  "NON è POSSIBILE! IO NON POSSO COMBATTERE QUELLA COSA!" gridò Tatsuya, quasi isterico.

  Celis annuì con serietà, ma anche dolcezza. "Lo so. Nessuno si aspetta che tu lo faccia. Ma non devi arrenderti."

  Poi gli afferrò la mano con forza. "Adesso si scappa!"

  E senza aspettare risposta, tirò Tatsuya con sé, correndo tra gli alberi mentre il rombo del mostro si faceva sempre più vicino.

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